venerdì 20 marzo 2020

ti ricordi quando


Si son dette tante cose, tante se ne diranno ancora, in un brusio assordante di voci, ma oggi io non ho più voglia di ascoltare niente; nè le canzoni allegre dai vostri balconi, nè il plauso ai medici, nè i bollettini di guerra, nè il telegiornale. Ho un macigno sul cuore che non mi fa respirare. Prego un'entità in cui non credo per tutti i miei colleghi deceduti in questa tragedia senza fine. 
A volte lo strazio è troppo grande per credere al tanto decantato "nessun uomo è un'isola". Non oggi almeno, in cui si muore soli, senza un proprio caro che ti stringe la mano prima di andare. Non oggi, in cui si cerca a tutti i costi un untore a cui delegare ogni colpa. Io non mi sento parte di una collettività, io non mi sento parte di niente. Io mi sento solo tanto in colpa nei confronti di tutti i miei colleghi in prima linea e non riesco proprio a trarre nessuna conclusione positiva da questa situazione, il senso di tutto mi sta sfuggendo sempre più lontano, ed è difficile vedere la fine di quest'incubo.


mercoledì 11 marzo 2020

La sera

Mi viene da piangere dall'angoscia, controllando spasmodicamente i bollettini quotidiani della protezione civile, guardando la desolazione fuori dalla mia finestra, constatando l'assoluta mancanza di senso civico di una parte di miei connazionali, pensando costantemente ai miei genitori, alla paura per quell'ultima volta in cui li ho abbracciati, e magari chissà  chi avevo visitato, o semplicemente  incontrato, una settimana fa.

La mattina tento di darmi un tono. Mi lavo la faccia e penso che tutto questo passerà e si ritornerà alla normalità. La mia normalità che ho sempre saputo essere eccezionale.
Non molti post fa pontificavo circa il mio nichilismo verso i massimi sistemi. Non mi serviva certo una pandemia per capire che la cosa più bella della vita è prendersi un gelato un pomeriggio di primavera con la persona a cui vuoi bene.
Io l'ho sempre saputo, ed è l'unica cosa in cui credo, la gioia nella mia vita è data solo dalle piccole, infinitesimali cose. Voglio solo stare bene, fare le passeggiate per i sentieri quando mi va. Guardare il mare quando mi va. Leggere un libro quando mi va.

Maledico tutte le persone che con i lori comportamenti irresponsabili mettono a rischio le nostre piccole e bellissime vite.

In ultimo, penso sempre ai miei colleghi impegnati in prima linea in questa orribile pandemia.
A chi si è appena laureato e si trova in una corsia di TI.
A chi è in pensione e deve ritornare a lavorare rischiando la vita.
La medicina è abnegazione senza neanche rendersene conto, e a tutti quelli che lo scoprono solo oggi, dico solo che voi non avete idea di che meraviglia sia essere un medico. Non avete idea di che onore sia far parte di questa categoria. A noi non interessa il vostro rispetto di oggi, o il vostro odio di due mesi fa. Noi ci alzeremo comunque per fare sempre quello in cui crediamo, senza troppe storie.
E' bello essere un medico, certo. Anche se oggi vorrei non saperne nulla di virologia, nulla di pandemie, vorrei solo dormire e riuscire a non pensare a niente.