Questo
non è un semplice lavoro.
Fare
il medico ti pone ogni santo giorno di fronte alla malattia, al dolore, alla
propria sofferenza, alla sofferenza altrettanto grave di chi sta accanto, e in
ultimo, alla morte.
Per
quanto si possa porre rimedio al dolore, lenire le sofferenze, allungare la
vita o posticipare la morte, questa arriva sempre, sconvolgendo le vite di
tutti.
Arriva
per i vecchi. Arriva per i bambini.
Per
gli estranei, per i familiari.
Per
i giusti, per gli stronzi.
Per
gli altri, e per te.
La
mia morte ha smesso da tempo di farmi paura.
Mi
fa paura la sofferenza che può generare negli altri.
Ma
più di ogni cosa mi fa paura rendermi conto che ad un certo punto tutto
smetterà di essere reale.
Tutto
smetterà di essere utile, importante. Tutto smetterà di avere un fine.
La
vita che abbiamo condiviso, gli affanni quotidiani, le piccole e grandi gioie,
ad un certo punto rimaranno solo nel pensiero di chi resta.
Dove
vanno gli altri, quelli che sono passati dall'altra parte del muro?
Bisogna
davvero avere paura della morte se tocca a tutti?
Bisogna
davvero sconvolgersi così tanto ogni volta che muore qualcuno pur sapendo
benissimo che questo è il destino che accomuna ognuno di noi?
Perchè
ci sgomenta così tanto?
Io
non lo so. Ma so che quando accade, qualcosa mi cambia dentro. Tutte le storie
di cui sono venuta a conoscenza in questi anni. Non ce n'è una che non mi abba
scalfito dentro.
E
ogni volta penso a quanto sia labile la vita. A quanto stupidi siano gli
ostacoli di tutti i giorni per noi che conduciamo un'esistenza
"privilegiata".
Tutto
il mio mondo di punto in bianco si relativizza. Tutte le volte, e tutte le
volte poi torna coma prima, a intossicarsi per le gelosie, per il letto non
fatto, per le gocce sul pavimento, per il lavoro che mi stanca, per le persone
che mi stanno sulle palle, per le bollette, i soldi che vanno e raramente
vengono.
E
poi un aneurisma che si rompe.
E
tutto finisce.
Senza
che tu possa aver asciugato quell'ultima goccia sul pavimento.
Senza
che tu abbia detto addio ai tuoi cari.
Tutto
diventa buio.
E
poi chissà che succede.
Mentre
noi torniamo a chiederci se domani pioverà o se quelle scarpe costeranno meno
ai saldi.