domenica 10 settembre 2017

l'unica vera nostalgia che ho

Il segno di Rosenbach, tremore fibrillare della palpebra superiore, tipica del paziente ipetiroideo.
Ecco, quei pomeriggi liquidi,  passati a imparare nozioni inutili, sciocche e bellissime. 
I pomeriggi da studentessa di medicina che il ricordo ti fa male in anticipo. 
E non c’era un cazzo, non c’era facebook, instagram, non c’era l’i-phone, nei primi anni forse manco internet a casa. E c’era la scrivania quella mia vecchia, in cameretta, così come la sedia di paglia rivestita di scotch tanto era profondo il solco lasciato dalla mia persona seduta ore ed ore che poi rischiavo di cadere se non l'avessi rinforzata.
Adesso provaci a studiare che torni tardi e la lavatrice, la cena, ti chiamano i pazienti,  le ricevute, le mail, la posta, i lavori scientifici ovvero fuffa immensa. 
I pomeriggi a studiare quelli che a ripensarci ti commuovi, che il mondo era l’esame. La nostalgia come cifra intellettuale, prima che come stato mentale da quando il passato è bello almeno quanto il futuro solo che non viene più, non torna cioè e non lo sapevi e lo sai ora e quanto scrivevo, cazzate, poesie. E' l’unica vera nostalgia che ho.