domenica 2 agosto 2020

Quelle maledette begonie

Ultimamente quando mi capita di spostarmi in macchina o in motorino per le strade della mia città, mi soffermo sempre sul solito dettaglio, la vista dalle finestre o dai balconi delle case. E' come un'astrazione della mente, ritorno sempre indietro, ai mesi impietosi che abbiamo vissuto, e mi immagino cosa vedessero le persone tutti i giorni delle loro case. Mi immedesimo nelle loro vite, cerco di raffigurarmi quale fosse l'immagine che avrebbero fissato per sempre nella testa, in quelle mattine rarefatte di fine Marzo.
La prima cosa che ho fatto quando quando è finito il lockdown, è stato andare a comprare dei vasi da mettere sul mio balcone, e un tavolino con delle sdraio, per leggere i miei libri nella canicola fiorentina. Non ho mai curato il balcone della mia casa, ho pensato che fosse giunto il momento. Come tanti, ho passato parecchi giorni della quarantena da sola, a farmi assalire dall'angoscia, e la mia unica compagnia è stata la vista dei comignoli del palazzo di fronte al mio. Il mio dirimpettaio metteva Rino Gaetano ogni santo giorno, il figlio ad Aprile ha compiuto 18 anni, gli ho fatto un augurio fugace, con un mezzo sorriso dalla finestra di camera mia. Ad un certo punto -quasi subito direi- Rino Gaetano, pace all'anima sua, ho iniziato a non tollerarlo più. Volevo solo starmene in silenzio. Invece alle 18 cominciavano i canti e i balli, mentre io chiudevo le finestre e mi aprivo una birretta, quando potevo. Centellinandole, perchè non volevo tornare al supermercato, stupidamente mi sembrava irrispettoso aggiungere beni non di prima necessità alla mia spesa. Oggi, quando mi capita di spostarmi in macchina o in motorino, sembra che lì fuori non sia successo nulla, che non stia succedendo nulla. Ho smesso di dare raccomandazioni alle persone, non mi ascolta quasi più nessuno. Guardo i loro balconi e mi complimento per la scelta delle piante, noto la cura nei dettagli. Vorrei chiedere loro ogni quanto annaffiano quelle maledette begonie. Invidio le case con delle belle viste su Firenze, mi dico che sono fortunatissima quando vedo case senza balconi o con dei brutti affacci, su strade buie. Mi ripeto, pensa come avranno passato quei lunghi giorni in quell'eterna primavera. Nel frattempo controllo con ingenuo ottimismo gli annunci di vendita di case al mare. Ho sempre in mente di aprire il mio poliambulatorio, ma credo che forse lo aprirò in una silenziosa località di mare.